Nel 1893 uno schiavo nero venne torturato e fustigato ma infine riuscì a scappare. Durante gli anni precedenti alla Guerra Civile, gli schiavi d’America venivano fustigati spesso o trattati peggio. |
Con il supporto ottenuto dal darwinismo, i nazisti praticarono l’antisemitismo con una violenza inaudita. Ma la Germania non fu l’unica Nazione in cui si manifestò il cosiddetto razzismo "scientifico". In molti Paesi si fecero avanti governanti e intellettuali razzisti, in modo particolare in Gran Bretagna e in America e, in breve, vennero attuate leggi e pratiche segregazioniste.
Gli evoluzionisti del XIX e XX secolo avevano una visione quasi totalmente razzista e molti scienziati non avevano alcuna esitazione a esprimerlo apertamente. I libri e gli articoli dell’epoca ne offrono una chiara dimostrazione. In Outcasts from Evolution: Scientific Attitudes of Racial Inferiority, John S. Haller, docente di storia alla Southern Illinois University, descrive come gli evoluzionisti del XIX secolo credevano a torto nella superiorità della razza bianca e nell’inferiorità di altre razze. Un articolo della rivista "American Scientist" riporta dal libro di Haller:
"...estremamente importante...poiché documenta ciò che si è sospettato a lungo: il radicato, fermo e quasi unanime razzismo degli uomini di scienza nordamericani del XIX secolo (e XX secolo inoltrato) [...] Ab initio, questi intellettuali videro gli afroamericani irredimibili, immutabili e irrevocabilmente inferiori".38
Un altro articolo nella rivista "Science" riportò un commento sulle affermazioni di Haller:
Un altro scienziato noto per le sue idee razziste fu il biologo americano dell’Università di Princeton Edwin G. Conklin che, come altri razzisti, non si fece alcuno scrupolo nel dichiarare apertamente le proprie opinioni:
"La giustizia appartiene ai forti, ed è stata assegnata a ogni razza sulla base della forza che possiede[...] Non è la priorità dell’occupazione, bensì il potere di cui servirsi a stabilire la concessione della terra. Per cui, ogni razza deve a se stessa e alla famiglia umana il dovere di esercitare la propria forza con ogni mezzo possibile: non appena resta indietro a rispettare questo dovere, sia nell’arte della scienza, nell’istruzione o nell’organizzazione per l’autodifesa, si verifica una punizione che la Selezione Naturale, il severo ma benevolo tiranno del mondo della natura, esigerà senz’altro e quanto più velocemente è possibile"41
La metà del XX secolo fu testimone di un’altra ondata di razzismo in certe regioni degli USA. Il Ku Klux Klan, la cui ideologia si basava sulla violenza, fu uno dei gruppi a sostenere di più il razzismo americano. Questa organizzazione sosteneva errori quali la superiorità della razza bianca e causava la morte di molte persone. |
Queste idee razziste si mantennero anche negli anni a seguire, persino nelle opere degli evoluzionisti che dichiaravano di non essere razzisti (come conseguenza naturale della loro fede nell’evoluzione). Uno di questi è il paleontologo George Gaylord Simpson che, a prescindere da quanto odiasse fortemente essere definito razzista, in un articolo pubblicato nella rivista "Science" affermò che le differenze razziali erano frutto dell’evoluzione e che alcune razze erano più avanzate o arretrate di altre:
Gli australiani o gli aborigeni autoctoni, che i darwinisti considerano inferiori, non sono diversi da nessun’altra razza. La foto a destra raffigura l’atleta australiano Cathy Freeman che accende la fiamma olimpica nel 2000. |
Il libro di Darwin Viaggio di un naturalista intorno al mondo |
1904: gli schiavi che cercavano di scappare nel sud-ovest dell’Africa venivano soppressi aspramente. 1902: due giovani neri impiccati perché membri di una razza diversa. Nel XXI secolo ci si è resi conto che in termini biologici non esistono differenze fra le razze. |
Parlando di eliminazione delle "razze inferiori" Darwin stimolò non solo il razzismo ma stabilì anche un fondamento presumibilmente scientifico per le guerre razziali, per i massacri e il genocidio che si sarebbero verificati nel XX secolo.
Gli evoluzionisti hanno compiuto grandi sforzi per tentare di dissociare il nome di Darwin dal razzismo, ma Stephen Jay Gould dell’Università di Harvard, riferendosi a L’origine della specie, ha riconosciuto l’impulso che Darwin diede al razzismo:
I semi del razzismo, piantati insieme alla teoria dell’evoluzione a metà del XIX secolo, cominciarono a produrre i frutti verso la metà del 1900. Friedrich Nietzsche, contemporaneo di Darwin e sostenitore appassionato delle teoria dell’evoluzione, divulgò i concetti insensati di "superuomo" e "razza suprema" che sfociarono inevitabilmente nel socialismo nazionale. Hitler e i nazisti fecero della legge della giungla di Darwin una politica di stato che portò alla morte di 40 milioni di persone. (Se ne parlerà più ampiamente nel capitolo 5).
Hitler, ti sbagliavi!. "Milliyet", febbraio 13 2001 |
Un articolo intitolato "Do Races Differ? Not Really, DNA Shows," pubblicato nel "New York Times" |
Il dottor Harold. P. Freeman, presidente del North General Hospital di New York, sintetizza così i risultati del suo lavoro in materia di biologia e razza:
Quando poi sarà suonato il Corno, in quel Giorno non ci saranno tra loro più legami parentali, e non si porranno più domande. (Surat al-Mu’minun, 101) |
"Una volta dati per scontati i geni per i tratti superficiali quali il colore e la statura, le "razze" umane sono notevolmente simili sotto la pelle. La variazione fra gli individui è molto più grande delle differenze fra i gruppi".60
L’analisi della rivista "Time" del sopramenzionato libro:
Esempi di pratiche razziste Ragazzina nigeriana cavia di esperimenti Alcune aziende farmaceutiche testano i loro prodotti su cittadini africani, asiatici, sudamericani e dell’Europa dell’Est e, durante il corso degli esperimenti, violano le leggi morali e professionali. Nel 1996, vi fu il caso di una decenne di 18.5 kg residente nella città nigeriana di Kano, vittima di dolori causati dalla meningite. All’epoca, una famosa azienda farmaceutica americana stava testando un antibiotico (che non era stato autorizzato alla vendita) sui bambini di un accampamento che aveva insediato. Il farmaco in questione valeva molto per l’industria : la borsa aveva stimato che, una volta consentitone l’uso da parte della Food and Drug Authority, l’azienda avrebbe guadagnato 1 miliardo di dollari all’anno. L’azienda non aveva trovato soggetti su cui testare il farmaco in America e, per questo, si era recata a Kano. I medici dell’azienda cominciarono a somministrare alla ragazza una dose giornaliera sperimentale di 56 mg. Il terzo giorno la ragazza morì. Alcuni reportage del "Washington Post" mostrarono che i test farmacologici stavano aumentando in Africa, Asia, Europa dell’Est e Sud America. Con lo scopo di eludere le regole ferree della FDA americana, alcune aziende iniziarono a collaborare con i medici di quei paesi e decine di migliaia di cittadini dei paesi del Terzo Mondo vennero utilizzati negli esperimenti come porcellini d’India. Per quanto un portavoce dell’azienda in questione affermasse che gli esperimenti avevano ricevuto il permesso necessario, gli esperti asserirono che nel caso del trattamento della meningite in Nigeria fosse stato condotto, sotto vari aspetti, violando l’etica e i regolamenti medici. Sebbene esperimenti del genere durino almeno un anno, quello in Nigeria durò solo sei settimane. In America, ai malati di meningite generalmente venivano iniettati per endovena farmaci a effetto rapido, ma alla ragazza nigeriana venne data una medicina per via orale che non era mai stata testata sui bambini. In caso di effetti negativi nei test di questo genere, la somministrazione del farmaco dovrebbe essere interrotta immediatamente e se ne dovrebbe utilizzare un altro. Ma l’azienda continuò a dare alla ragazza lo stesso farmaco fin quando morì. L’azienda non ricevette mai l’autorizzazione per somministrare il farmaco ai bambini. In America, l’uso fu ristretto agli adulti fintanto che causò decessi o problemi ai reni e venne completamente proibito in Europa. Ciò dimostra quanto, in realtà, fosse pericoloso.1 Darwin's body snatchers Dopo la pubblicazione di L’origine della specie, vari darwinisti esaltati cominciarono a cercare "l’anello mancante" nella cosiddetta evoluzione umana. Gli evoluzionisti razzisti credevano che gli aborigeni nativi dell’Australia rappresentassero una delle fasi primitive dell’evoluzione umana. Per provare questa idea sbagliata, cominciarono a disseppellire le tombe degli aborigeni e a venderne le salme ai musei europei e americani. Nel 1991 nel settimanale australiano "The Bulletin" apparvero rivelazioni scioccanti per mano di David Monaghan.2 Questi lavorò alla storia per 18 mesi svolgendo delle ricerche a Londra e producendo un documentario intitolato "Darwin’s Body Snatchers" ("ladri di corpi" di Darwin), che andò in onda in Inghilterra l’8 ottobre del 1990. Alcune delle informazioni che fornì Monaghan: •Anche gli evoluzionisti statunitensi furono coinvolti in questa "industria" fiorente di esemplari di "subumani". Lo Smithsonian Institution di Washington possiede i resti di 15.000 individui di varie razze. [Gli esemplari raccolti, naturalmente, non erano per nulla esseri umani di razze inferiori, come affermato, ma umani di razze e origini etniche diverse con differenti strutture psicologiche].
•Insieme ai conservatori di museo di tutto il mondo, in questo esteso commercio tra sciacalli, furono coinvolti alcuni dei nomi più importanti della scienza inglese.3 Tra questi, Sir Richard Owen, l’antropologo Sir Arthur Keith e lo stesso Charles Darwin. Si è scoperto che Darwin aveva richiesto dei crani di tasmaniani sebbene ne fossero rimasti solo quattro aborigeni purosangue. Egli sperava di ottenerli ma "solo se la sua richiesta non avesse "scosso" i loro sentimenti". Ai musei non interessavano solo le ossa, ma anche le pelli. Una volta riempite, avrebbero fornito delle "vetrine" evolutive interessanti. •Dalle prove scritte non c’è dubbio che molti dei campioni "freschi" erano stati ottenuti semplicemente uscendo fuori e uccidendo gli aborigeni. •In particolare, nello scandalo fu pesantemente coinvolto Edward Rasmay, conservatore del museo australiano di Sidney per vent’anni (dal 1874). Egli aveva pubblicato un opuscolo mussale in cui gli aborigeni comparivano con la definizione di "animali australiani". Nel libricino non solo c’erano istruzioni su come saccheggiare le tombe, ma anche su come suturare le ferite di arma da fuoco nei "campioni" uccisi. Molti collezionisti indipendenti lavorarono sotto la sua guida. Quattro settimane dopo aver chiesto crani di neri, Bungee (Russell River), un giovane studente di scienze gliene inviò due, sottolineando che i proprietari, gli ultimi della loro tribù, erano appena stati uccisi.4 •Un’evoluzionista tedesca, Amelie Dietrich andò in Australia chiedendo ai proprietari delle stazioni di uccidere gli aborigeni per farne dei campioni, in particolare ricavarne la pelle per riempire e allestire il museo dei suoi datori di lavoro.5 Un altro studio che documenta questi maltrattamenti e massacri inflitti agli aborigeni è il libro: White Australia: A Documentary History of the Attitudes Affecting Official Policy and the Australian Aborigine 1697-1973 edito da Sharman Stone, ministro parlamentare del Ministero australiano del patrimonio e dell’ambiente. A parte pochi commenti dell’editore, questo libro è costituito da documenti quali resoconti parlamentari, rapporti d’esame, lettere a editori e reportage antropologici.
Nel 1859 L’origine della specie di Charles Darwin rese popolare l’idea di evoluzione biologica (e quindi sociale). "Gli studiosi cominciarono a trattare la civilizzazione come un processo unilineare con razze capaci di salire e scendere una scala progressiva. Gli europei erano i più "adatti a vivere". [Gli aborigeni] erano destinati a morire secondo una "legge naturale", come il dronte e il dinosauro. Questa teoria, supportata dai fatti alla mano, venne protratta fino al ventesimo secolo quando si notò che la razza dalla pelle scura si stava riproducendo. Fino a quel momento poteva essere utilizzata per giustificarne l’abbandono e l’omicidio".6 Come sottolinea l’editore, alcuni darwinisti europei fecero figurare la morte degli aborigeni come prova che questa razza era condannata a sparire per via della "legge naturale". Nel XX secolo, tuttavia, si provò che quelle presunte prove non avevano alcuna validità. Gli aborigeni erano morti non per una legge di natura ma per i maltrattamenti ricevuti. Naturalmente, ci si rese conto che la affermazioni darwiniste erano false anche quando si osservò che stava aumentando il numero dei neri. Le risposte date da un poliziotto a un’indagine eseguita dalla Royal Commission nel 1861 servì a chiarire come fossero naturali, a quel tempo, i fondamenti razzisti e i maltrattamenti degli aborigeni. All’agente venne chiesto: "E se non punissimo i neri, questi la prenderebbero come un’ammissione di debolezza?" "Sì, è esattamente ciò che penso" Una domanda riguardo a qual è la razza più forte - se sottostessimo a loro, ci disprezzerebbero? Sì.7 Secondo il resoconto di Stone, una relazione giornalistica del 1880 diceva: "Nulla di ciò che possiamo fare altererà le enigmatiche e immutabili leggi che guidano il nostro progresso in questo globo. Per mezzo di queste leggi, le razze autoctone dell’Australia sono state condannate con l’arrivo dell’uomo bianco, e la sola cosa che ci è concessa di fare è aiutare a farli fuori con la minor crudeltà possibile. Dobbiamo dominare i neri con la paura".8 Queste righe rivelano, ancora una volta, la ferocia nel cuore della prospettiva darwinista sociale. Quella gente veniva vista coma specie animale e trattata come nessuno tratterebbe un animale, solo a causa della pelle di un colore più scuro e perché possedeva certe caratteristiche fisiche differenti (un’altra prova della crudeltà dei darwinisti sociali). Una lettera a un quotidiano, datata 1880, descrive l’oppressione degli aborigeni:"In parole spicciole, è così che trattiamo gli aborigeni. Nell’occupare nuovi territori gli aborigeni vengono trattati esattamente nello stesso modo delle bestie selvagge o degli uccelli che possono trovarvi i colonizzatori. Le loro vite, le proprietà, le reti, le canoe [...] vengono requisite dagli europei che le tengono a loro completa disposizione. Vengono privati dei beni, dei bambini, delle donne, totalmente a capriccio dell’uomo bianco. Alla resistenza si risponde con pallottole di un fucile...[Chi] vuole divertirsi, uccide, stupra e deruba i neri senza impedimenti o limitazioni. Non solo sono stati lasciati incontrollati, ma per di più il governo della colonia è stato sempre disposto a salvarli dalle conseguenze dei loro crimini".9 Ciò che è stato raccontato qui rappresenta solo una minima parte del lato oscuro del darwinismo sociale, ma basta a dare un’idea della portata gigantesca dei disastri che l’ateismo e il darwinismo hanno apportato all’umanità.1 Stephens J., "The Body Hunters:As Drug Testing Spreads, Profits and Lives Hang in Bilance", "Washington Post",, December 17, 2000. 2 David Monaghan, "The Body-Snatchers," "The Bulletin", November 12, 1991, pp. 30-38 3 Ibid., pag .33 4 Ibid., pag.34 5 Ibid., pag.33 6 Sharman Stone, Aborigines in White Australia: A Documentary History of the Attitudes Affecting Official Policy and the Australian Aborigine 1697-1973, Melbourne: Heinemann Educational Books, 1974 7 Ibid., pag.83 8 Ibid. pag.96 9 Ibid., pag.93 |
La teoria della ricapitolazione del razzismo
Secondo la teoria della ricapitolazione proposta dall’ateo ed evoluzionista tedesco Ernst Haeckel, gli embrioni in fase di sviluppo ripetono il processo evolutivo subito dai loro presunti antenati. Questa teoria sostiene che durante lo sviluppo nel ventre materno, l’embrione umano mostra dapprima caratteristiche da pesce, poi da rettile prima di trasformarsi in un bebè. Per lunghi anni ciò divenne la prova della teoria dell’evoluzione, ma infine diventò nient’altro che frutto di immaginazione, senza alcun fondamento scientifico.1 Per provare la sua presunta teoria non scientifica, Ernst Haeckel falsificò i disegni, cercando di far assomigliare gli embrioni umani a quelli dei pesci. Quando il suo imbroglio fu smascherato, si difese dicendo che altri evoluzionisti si erano comportati in modo similare.2 Lo scenario immaginario che Haeckel aveva sostenuto con disegni falsificati, gettò apparentemente la base scientifica per il razzismo in gran parte dei paesi, particolarmente in Germania. Secondo le affermazioni della teoria della ricapitolazione, i tratti posseduti da un umano nella fase embrionale o nella prima infanzia sono ereditati dagli antenati evolutivi adulti. Ad esempio, Haeckel e i suoi seguaci sostenevano che un bambino "civilizzato" possedesse la stessa intelligenza e le caratteristiche comportamentali di un adulto "selvaggio", e utilizzarono queste affermazioni per provare la superiorità della razza bianca. In Questa idea della vita:la sfida di Charles Darwin, Stephen Jay Gould riassume il supporto che la teoria della ricapitolazione diede al razzismo: "La ricapitolazione fu l’argomento favorito di Haeckel... La usò per attaccare l’aristocratica pretesa del nostro status particolare tra gli esseri viventi (non siamo forse tutti pesci durante lo sviluppo embrionale?) e per ridicolizzare l’immortalità dell’anima (dove sarebbe infatti l’anima quando, da embrioni, somigliamo a dei vermi?). .....Herbert Spencer scrisse che "i caratteri intellettuali dei non civilizzati...sono ricorrenti nei bambini dei civilizzati". Carl Vogt si espresse più drasticamente, nel 1864: "per quanto riguarda le sue facoltà intellettuali, il negro cresciuto ha un po’ l’aspetto del bambino...".3 Naturalmente, questa idea avanzata da Spencer, Vogt e altri non rifletteva in alcun modo la verità. La stessa scienza ha invalidato quelle affermazioni che sono poi state abbandonate del tutto. In Il pollice del panda : riflessioni sulla storia naturale, Gould scrive: "Questa teoria, nota con il termine impronunciabile "l’ontogenesi ricapitola la filogenesi" sosteneva che, nel loro sviluppo embrionale, gli animali più eminenti passassero attraverso una serie di fasi rappresentanti, in sequenza, le forme adulte di creature ancestrali più insignificanti. La ricapitolazione fornì l’obiettivo adatto per il pervasivo razzismo degli scienziati bianchi".4 Il Professor George Stein, direttore dell’International Security Studies Core at the Air War College, pubblicò un articolo intitolato "Biological Science and the Roots of Nazism" nella rivista "American Scientist". Scrisse: "In pratica, Haeckel e i suoi seguaci darwinisti sociali avanzarono l’idea che sarebbe diventata il presupposto centrale del socialismo nazionale"5, riassumendo quindi la relazione fatale tra Haeckel, darwinismo sociale e razzismo. 1 Thompson K. S., "Ontogeny and Phylogeny Recapitulated", "American Scientist", vol. 76, May/June 1988, p. 273 2 Francis Hitching, The Neck of the Giraffe: Where Darwin Went Wrong, Ticknor and Fields, New York:,, 1982, p. 204 3 Gould S. J., Questa idea della vita: la sfida di Charles Darwin 4 Gould S. J., Il pollice del panda : riflessioni sulla storia naturale, Mondadori-De Agostani, Novara, 1995 5 Stein G. S., "Biological Science and the Roots of Nazism", "American Scientist", vol. 76, Jan/Feb. 1988, p. 56 |
Le idee del darwinismo sociale condizionarono la nuova visione imperialista del mondo, soprattutto l’aspetto della superiorità. Raggirati da questa nuova politica, inglesi, francesi, tedeschi e altre nazioni in combutta fra loro, si precipitarono alla conquista di nuove terre per acquisire il titolo di Nazione più potente nella corsa alla supremazia.
Quadro di Adam Willaerts che ritrae una nave inglese che salpa per le Indie orientali. |
Furono anche spinti dall’idea errata di provare la loro superiorità sulle altre razze. Gli anglosassoni e gli ariani pensarono che fosse un loro diritto naturale quello di poter assumere il controllo su africani, asiatici e australiani, (popolazioni ritenute di "razza inferiore") e di sfruttarne la forza lavoro e le risorse naturali. "L’imperialismo del XIX secolo si sviluppò più come risultato degli obiettivi darwinisti che non per motivi economici".62
Nell’edizione del 1964 dell’Enciclopedia Britannica si legge:
Sopra: Processione della famiglia reale inglese in India sotto il controllo del governo coloniale inglese. Sotto: L’arrivo della forze britanniche per occupare le terre palestinesi sulla scia dell’Imperoottomano. Sotto il governo ottomano la Palestina aveva vissuto nella pace e nella sicurezza per centinaia di anni, ma l’amministrazione coloniale portò con sé caos, conflitto e oppressione. |
Stando alla visione del mondo del darwinismo sociale gli esseri umani esistono non per conoscersi ma per lottare. Di conseguenza, l’impulso più importante per il progresso umano è il conflitto fra le razze e le nazioni. Le supposizioni irrazionali del darwinismo sociale indicano che si devono effettuare delle nuove scoperte per risultare vittoriosi nel conflitto tra le razze. Ne risulterà che i "civilizzati" e i "superiori" si classificheranno per primi e l’umanità progredirà. Indicare che si arriverà al progresso uccidendo e massacrandosi a vicenda, perseguitando e opprimendo gli altri non è altro che barbarie.
A volte possono verificarsi problemi e incomprensioni, ma tutte le difficoltà si possono risolvere con mezzi pacifici. Immaginare di risolvere tutto con la violenza rende le difficoltà in questione ancora più insormontabili. Come già detto più volte, è giustificabile che le nazioni prendano delle precauzioni per tutelare gli interessi futuri, ma è illogico e contro ogni buona coscienza attuare una politica che ignori i diritti delle altre nazioni o credere che gli interessi di un Paese si ottengano distruggendo quelli degli altri.
La Guerra Civile americana (1861-1865) tra gli stati del Nord, che chiedevano di abolire la schiavitù, e quelli del Sud che si opponevano. L’idea della superiorità della razza bianca divenne un casus belli e per quattro anni i concittadini combatterono fra loro. Quando vinse il Nord, la schiavitù fu abolita negli USA. |
Gli evoluzionisti d’oggi tentano di far figurare Darwin "umano" e contrario al razzismo ma, in realtà, fu un fautore della lotta tra le razze e avanzò la menzogna che, dal conflitto, sarebbe stata la razza bianca "civilizzata" (secondo la sua opinione) a uscirne vittoriosa. In L’origine dell’uomo si legge quanto segue:
Molti darwinisti che vennero dopo di lui, trattarono il conflitto razziale come un fatto scientifico. A tal proposito, ricordiamo National Life from the Standpoint of Science di Karl Pearson, teorico dell’evoluzione del XIX secolo e seguace di Francis Galton, che rivela la visione dei contemporanei sul conflitto interrazziale e le cause celate dietro il nuovo imperialismo. Come altri darwinisti sociali, Pearson affermava che il conflitto razziale fosse necessario e che la lotta all’interno di una singola razza non bastasse per l’evoluzione. Ecco alcune delle sue affermazioni prive di qualsiasi verità scientifica:
Una delle ragioni per cui le idee darwiniste ricevettero un supporto così ampio fu il distacco degli europei dell’epoca dai valori morali religiosi che invitano gli uomini a vivere in pace. Allah ha comandato loro di essere tolleranti e di perdonare il prossimo. Rivoluzionare l’ordine del mondo e incitare alla guerra e al conflitto sono mali che, al cospetto di Allah, recano pesanti responsabilità. Nostro Signore ha rivelato di non amare la corruzione e il male inflitto alla gente:
Cerimonia militare inglese in India |
Ne costituiscono un esempio interessante le guerre dell’oppio. La Gran Bretagna cominciò a vendere oppio alla Cina nei primi anni del 1800, sebbene, all’epoca, nel proprio territorio ne proibiva la produzione, la vendita e il consumo. La classe inglese al potere, che proteggeva scrupolosamente la propria gente da questa piaga, riuscì presto a far assuefare i cinesi all’oppio. Dopo che suo figlio morì per eccessivo consumo d’oppio l’imperatore decise di bloccarne l’importazione nel Paese e venne inviato un funzionario del governo, Lin Zenu (Lin Tse-Hsü) a Canton (il porto più grande della Compagnia delle Indie Orientali) per mettere fine al commercio. I mercanti inglesi non accettarono la decisione di buon grado e Zexu fece chiudere i depositi. A questo punto intervenne l’esercito inglese. I cinesi furono costretti ad accettare un trattato umiliante che legittimava il commercio d’oppio in Cina. Lin Zexu venne rimosso dall’incarico e mandato in esilio.
I portoghesi, a loro volta, esercitarono la loro "superiorità" schiavizzando gli autoctoni. Li rapivano dalla loro colonia di Angola e li "spedivano" per mare come lavoratori "contrattati" per cinque anni. "Ma solo in pochi riuscivano a sopravvivere così a lungo da far ritorno in Patria".70 Nella maggior parte dei territori occupati, i colonizzatori si appropriavano dei territori e delle risorse senza porsi scrupoli e li davano alle compagnie o ai coloni loro connazionali. Non provavano alcuna pietà per la gente che aveva perdeva la propria terra, anzi, ne sfruttavano la forza lavoro, i beni e le risorse minerali.
Dai territori conquistati gli inglesi importavano materie prime quali cotone, tè e minerali che lavoravano in patria per poi rivendere i prodotti ad alto costo nelle colonie. In Inghilterra si lavorava il cotone proveniente dall’India, Paese in cui era proibita la vendita di cotone indiano. In altre parole, potevano utilizzare soltanto il cotone venduto dagli inglesi. L’altra cosa che potevano comprare era il sale, sempre prodotto dagli inglesi.
A sinistra: Principe Edoardo, duca di Windsor, riceve i regali del Maharajah di Koihayur Sotto: Zulu intrattengono le truppe inglesi che celebrano il compleanno della Regina Vittoria con la corsa al sacco |
In alto: esercito britannico che reprime brutalmente gli indiani che chiedono la libertà In basso: Un soldato inglese mentre seleziona i soldati dell’esercito indiano. |
Gli imperialisti darwinisti giustificavano la loro colonizzazione adducendo pretese di "superiorità" e di "civilizzazione" rispetto alle nazioni conquistate. Secondo queste affermazioni l’ordine della razza superiore doveva diffondersi in tutto il mondo e, per il suo progresso, bisognava far sviluppare quella inferiore. Detto in altri termini, i detentori del potere colonialista dichiaravano di apportare "civilizzazione" alle terre conquistate. Ma le loro pratiche e le politiche non riflettevano in alcun modo il loro essere "ben intenzionati". Oltre alle idee darwiniste sociali, i colonizzatori del XIX e XX secolo portarono caos, conflitti, paura e umiliazione invece di felicità, cultura e civilizzazione. Il male che causarono i colonizzatori è superiore ai benefici che trassero le colonie.
Nel 1827, i francesi occupano l’Algeria. Come parte della mentalità colonialista dell’epoca, per i francesi le altre nazioni erano di seconda classe e costruirono un sistema basato sull’oppressione e la violenza contro gli algerini. Dapprima, bandirono l’istruzione e l’uso della lingua araba. Poi, dal punto di vista economico, l’Algeria venne resa totalmente dipendente dalla Francia. Chi si opponeva veniva massacrato brutalmente. Sotto: immagine che ritrae la tortura e il maltrattamento degli algerini. |
Le parole di Karl Pearson (prive di umanità e compassione) proposte qui di seguito riassumono le idee basate sul darwinismo:
Riquadro a sinistra: Nebraska 1919: un gruppo di 5000 bianchi assediano il palazzo di giustizia e catturano un prigioniero nero, lo maltrattarono senza senso, lo uccisero con più di mille spari e poi ne bruciarono il corpo. Immagine grande: Indiana 1930: due neri, Thomas Sip e Abraham Smith, vengono linciati. Migliaia di bianchi, armati di mazze da baseball, picchiano a morte i due prima di impiccarli. Negli anni ’30 comincia a crescere il Ku Khux Klan. Questi linciaggi sono solo un esempio di centinai di episodi di odio e crudeltà dovuti al razzismo. |
Nel corso della storia sono state combattute molte guerre (in genere svolte entro certi limiti e senza ledere i civili), tra gli eserciti dei paesi in contrasto. Quelle dichiarate in nome del darwinismo sociale, invece, avevano come obiettivo i civili con lo scopo di eliminare i cosiddetti "inadatti" e i presunti "inferiori" dalla "popolazione in eccesso".
La teoria darwinista secondo cui il conflitto è parte essenziale della natura umana incoraggia la guerra tra le nazioni. Rimane ovvio l’impatto delle guerre sui civili innocenti è devastante |
In quegli anni, chi si dedicò alla propaganda a favore del darwinismo sociale, fu il generale F. von Bernhardi. Nel suo libro Germany and the Next War, sostiene che il conflitto sia un obbligo biologico e il modo migliore per sbarazzarsi degli inadatti: "La guerra è una necessità biologica di importanza primaria, un elemento regolatore nella vita del genere umano di cui non si può far a meno, poiché, senza, seguirebbe uno sviluppo malsano che escluderebbe ogni forma di progresso della razza e, quindi, una vera civilizzazione".73
La logica darwinista sociale diede vita alla crudeltà delle occupazioni naziste, durante le quali milioni di russi vennero espatriati per lavorare come schiavi e molti altri milioni uccisi senza aver commesso alcun crimine. |
Nonostante ciò, quelli che ritenevano che la guerra e i massacri fossero requisiti irrinunciabili per la cosiddetta civilizzazione, continuarono a sostenere le proprie idee. Sempre nel libro di Bernhardi si legge:
Il fatto che i giovani siano obbligati a lottare nonostante la sofferenza che comporta la guerra, rappresenta il lato oscuro del darwinismo. |
È indubbio che uno dei più grandi errori commessi dai sostenitori di queste idee fu quello di ritenere che la guerra fosse compatibile con la natura umana e, pertanto, inevitabile. Secondo questo modo di vedere le cose, più la gente dichiara guerra e più sono il potere e la vitalità che acquisisce. Ma è un’enorme falsità. Allah ha creato gli esseri umani in modo che fossero felici in tempo di pace. Il caos e i conflitti causano tensioni terribili nell’animo umano. In un clima di pace e sicurezza, raggiungere un progresso sociale, economico e culturale è più veloce. Nel suo libro Darwin and the Darwinian Revolution, Gertrude Himmelfarb commenta:
"Per il generale [Bernhardi] i bisogni della guerra venivano per primi e, in seguito, le imprese imperialiste e gli esperimenti nazionalisti.Secondo altri valeva il contrario: le aspirazioni imperialiste e nazionaliste si portavano al seguito guerra e militarismo.Ma c’era anche chi optava per le virtù della guerra senza l’onere del militarismo o del nazionalismo; questo è il darwinismo sociale nella sua forma più pura e più disinteressata".75
Sir Arthur Keith, antropologo evoluzionista e biografo di Darwin, ammise apertamente di essere a favore della guerra. Sebbene personalmente amasse l’idea di pace, temeva i risultati di una sua applicazione alla . Inoltre, predisse che dopo 500 di pace il mondo si sarebbe trasformato in un "frutteto che per intere stagioni non ha conosciuto il potatoio e che per un’infinità di anni è insorto con una fitta vegetazione ".76
Le parole di Keith indicano quanto le idee di Darwin rendano cattive le persone. Keith credeva che il mondo dovesse essere "potato" di tanto in tanto, che quegli elementi che rallentavano il rafforzamento del mondo dovevano essere tagliati fuori e gettati via. Stava apertamente supportando la violenza. Il "potare" a cui si riferiva Keith era la guerra e quelli che morivano (che secondo lui andavano gettati via), erano gli uomini, le donne e i bambini indifesi. I fautori delle menzogne del darwinismo non provavano alcuna compassione per quei poveri innocenti. La teoria, secondo cui andavano eliminati i deboli con lo scopo di rafforzare e sviluppare la razza bianca, portò ad atrocità mai viste prima.
Fintanto che non patiscono la guerra, i popoli non possono mai rendersi conto quali disastri comporta. Non si deve mai dimenticare che la guerra dissemina dolore, perdite e sofferenza a milioni di innocenti. Il modo per costruire un mondo senza guerra né conflitti, pieno di pace e sicurezza è quello di sradicare le ideologie in contrasto con i valori morali religiosi comandati da Allah. |
Il darwinismo sociale è una delle ragioni che hanno portato alle guerre, al conflitto e ai massacri che sono continuati senza tregua dal XIX secolo. Come risultato dei costanti appelli di guerra, anche chi non sapeva nulla del darwinismo sociale, cadde vittima del suo maleficio.
Afroamericani linciati nel 1906. Fintanto che non prevarranno l’amore di Allah, i sentimenti di compassione, solidarietà per gli esseri umani che Lui ha creato, l’umanità continuerà a vivere simili tragedie. |
Anche le alte sfere condividevano questi ideali. Ad esempio, il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg concordava con l’idea, comune tra il ceto medio prima che scoppiasse la Prima Guerra Mondiale, che il conflitto tra slavi e teutoni fosse inevitabile.78 È ben noto che anche il Kaiser la pensasse così. Molti storici ritengono che la guerra vista come fattore inevitabile e utile per sbarazzarsi delle razze inferiori fu una delle cause principali dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Anche il filosofo Friedrich Nietzsche fu uno dei più grandi sostenitori del darwinismo sociale in Germania. Secondo lui, il sistema sociale ideale doveva basarsi sul conflitto armato: "L’uomo verrà addestrato alla guerra e la donna per trastullare il guerriero, tutto il resto è follia".79
Per Nietzsche la vita consisteva nel fare la guerra e la guerra racchiudeva tutto.
Hitler, darwinista sociale fanatico e grande ammiratore sia di Darwin che di Nietzsche, mise in pratica le sue idee bellicose. Fondendo idee militariste e teoria dell’evoluzione, affermò:
Il XX secolo, dominato dalla filosofia darwinista sociale, è passato alla storia come un secolo di guerra e conflitto. Per decenni, le espressioni di sofferenza non hanno mai lasciato i volti di milioni di persone. |
In un articolo intitolato "The Philosophy and Morals of War", Max Nordau (uno dei leader del movimento sionista), identifica Darwin come uno dei principali sostenitori della guerra:
In tempo di guerra, a soffrire non sono solo i civili. I soldati costretti a lottare come risultato di una filosofia che non ha inflitto altro che sangue e dolore nel mondo, fanno parte anch’essi del lato crudele della guerra. |
Studenti bianchi attaccano un avvocato nero. In alto: Alabama 1930: un passeggero di autobus. Sul retro del veicolo c’era una parte riservata ai neri chiamata "passeggeri di colore". Il razzismo è causa di rabbia, odio, aggressione e conflitto. Quegli studenti sono così lontani dal sentimento di umanità da uccidere un innocente solo per il colore della pelle. Vivono, consapevolmente o inconsapevolmente, sotto l’influenza del darwinismo. |
"[...]Aiutatevi l'un l'altro in carità e pietà e non sostenetevi nel peccato e nella trasgressione. Temete Allah[...]" (Surat al-Ma’ida, 2) |
Se si ha fede nei comandamenti di Allah e nel libro da Lui rivelatoci, proveremo compassione e affetto verso gli altri.
Chi ama e teme Allah e osserva i Suoi comandamenti, vede le altre persone come esseri creati da Lui e non fa alcuna distinzione di razza, nazionalità, colore o lingua. Vede in ogni essere umano bellezza creata da Lui e se ne rallegra. La sua fede lo fa amare, lo fa essere compassionevole protettivo. Ma, purtroppo, chi è stato irretito dalle falsità del darwinismo guarda le altre razze e nazioni dall’alto e si sente giustificato nell’opprimerle ed eliminarle, dilagando tensioni, malcontento e paura. Il razzismo e l’imperialismo del XIX e XX secolo sono il risultato di questa visione del mondo darwinista.
Nel Corano Allah ha proibito la discriminazione razziale e ha rivelato che, al Suo cospetto, è superiore chi ha fede e Lo teme: